domenica 9 maggio 2010

Sette_mila x dieci_mila


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In settimana Google Analytics ha fatto sapere che dallo scorso novembre ad ora le pagine di questo blog sono state sfogliate oltre diecimila volte.
Nei circa sei mesi di monitoraggio (2 novembre 2009-8 maggio 2010) red-un'altra vita ha avuto:
- 7.004 visite;
- 10.149 visualizzazioni di pagine;
- 3.716 visitatori unici assoluti;
- 37 visite medie giornaliere.
Grazie per la frequentazione di un'altra vita: suggerita, casuale, ricercata.

"Music for a found harmonium" (1984) Penguin Cafe Orchestra

visite e visitatori del 13.01.2010

mercoledì 5 maggio 2010

Tre euro e mezzo all'ora, happy hour



Tre euro e mezzo all'ora, happy hour
di Egilde Verì

Happy hour. Così lo chiamano. Eppure per qualcuno, il momento dell'aperitivo, di felice non ha proprio nulla. Ore 18. Siamo a Roma, in uno dei tanti bar a pochi metri da San Pietro. Decine di bicchieri fanno avanti e dietro sui vassoi, dallo stereo sale l'ultimo motivetto di Irene Grandi, sui tavolini si ammassano calici vuoti, sandwich smezzati, rovine di sigarette e tovaglioli. Qui un aperitivo costa cinque euro, una coppa di gelato quattro e cinquanta, un cameriere tre euro e mezzo all'ora. Niente tasse, niente contributi.
Tutto è iniziato una decina di giorni fa. Sulle pagine di Porta Portese trovo quest'annuncio: «Cameriera di bella presenza per servizio ai tavoli per bar tavola calda zona Roma centro». Telefono al numero indicato e poche ore dopo mi presento in viale Giulio Cesare. Ho 30 anni, dico, sono laureata, giornalista e ho bisogno di un lavoretto part time. Il titolare chiarisce le condizioni: la prima settimana è di prova e sarà regolarmente retribuita, la paga ammonta a duecento euro. Vengo ricontattata quarantott'ore dopo. I cinque giorni di training , mi viene detto, saranno per forza di cose full time, dalle 14 alle 10.30. Accetto.
Inizio così le mie otto ore e mezza di apprendistato al mestiere di cameriere. Subito mi vengono spiegate le regole d'oro di questo locale che è anche gelateria, pasticceria, gastronomia, cocktail e wine bar. Primo: è un posto molto raffinato, quindi non lesinare sorrisi e gentilezze. Secondo: l'happy hour è il momento clou della giornata per cui dalle 18 alle 21 è vietato sedersi. Terzo: i clienti sono piuttosto chic e in buona parte abituali per cui è bene coccolarli imparando i loro gusti in fatto di zucchero e di schiuma sul caffè. E in effetti è un susseguirsi di avvocati, dottori e cravatte d'ogni tipo, salutati a gran voce e accolti come il figliol prodigo. Tra questi habitué, qualcuno, cellulare alla mano, mi chiede di chiamargli un taxi o di accendergli la sigaretta.
Nel frattempo, un giovane filippino, blindato dentro la cucina, inforna pizzette e stuzzichini. La temperatura è sopra i 40° e lui gronda sudore. «Lavoro qui dall'alba», mi racconta. In tre giorni non l'ho mai visto uscire dal laboratorio e mai andare via prima delle sei del pomeriggio. Jimmy non è il solo a fare la sauna accanto ai forni. Con lui un connazionale lava quantità incalcolabili di piatti e posate.
Io faccio la spola, con il vassoio in mano, tra i tavoli all'interno e quelli nel gazebo esterno. Non ho diritto a pause o esitazioni. Non appena provo a fermarmi, mi viene chiesto di pulire i vetri, spazzare la sala, svuotare i posacenere. La moglie del proprietario mi grida di «sfregare con forza i vassoi, così sono indecenti» o «pulire bene ogni angolo di pavimento» perché «la scorsa notte sono venuta a controllare». Arriva a minacciare una delle bariste di «fare un macello se trova la vetrina dei dolci ancora così sporca». Mi consolo dicendo che il lavoro è duro ma che alla fine del quinto giorno intascherò i miei duecento euro. Dopo le pulizie del terzo giorno, vengo convocata dal proprietario che, sorridendo, mi avverte che la prova può finire lì. Da domani il training tocca a un'altra ragazza. Mi allunga novanta euro e mi liquida con un «per sette giorni sono duecentodieci euro, quindi per tre la paga è di novanta». Invano provo a dire che la settimana lavorativa è di cinque giorni e che quindi di euro me ne spettano centoventi. Per lui ho solo capito male. Mi faccio due conti: ho sgobbato per tre euro e mezzo all'ora. Mai lo Statuto dei Lavoratori mi è sembrato così lontano.
da "il manifesto", 1 maggio 2010

Dopo aver letto questo articolo-testimonianza, la moda di quei beveroni con buffet di infima qualità piace ancora di meno...

domenica 2 maggio 2010

Né qua, né là: nell'acqua!


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"Nell'acqua" (2009) Rezophonic (Caparezza, Cristina Scabbia, Roy Paci)

La vita non è là
La vita non è qua
Né là né qua, ma nell’acqua!


Il Forum italiano dei movimenti per l'acqua promuove tre referendum incentrati sull'obiettivo "l'acqua non si vende". Sul sito acquabenecomune tutte le informazioni.


Dal 1° gennaio 2010 Parigi torna ad affidare ad un operatore pubblico unico la gestione integrale del servizio idrico, dalla produzione alla distribuzione. Un articolo



Altri post su un'altra vita:
Tex e la grande sete
Oro blu


Le foto di questo post sono di Elisabetta_81
da Flickr - set "Nasoni" di Roma

martedì 27 aprile 2010

Viva l'italia...

... l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
viva l'Italia, l'Italia che resiste.







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Buon Primo Maggio!

Viva l'Italia by Francesco De Gregori on Grooveshark

"Viva l'Italia" (1979) Francesco De Gregori 

giovedì 22 aprile 2010

Appunti partigiani



"Oltre il ponte" e altre 14 canzoni da "Appunti partigiani"*


Aprile 1945, città liberate clicca sulla foto per ingrandirla

* Modena City Ramblers con Goran Bregovic, Francesco Guccini, Moni Ovadia, Bandabardò, Piero Pelù, Coro delle Mondine di Novi, Billy Bragg, Casa del vento, Bunna degli Africa Unite, Fiamma, Paolo Rossi, Gang, Ginevra Di Marco, Morgan

domenica 18 aprile 2010

70 million



In poco più di 3' una rock band franco americana reinterpreta ironicamente 25 capolavori della pittura. Si parte da Leonardo e si finisce a Van Gogh.


"70 Million" (2009) Hold Your Horses

Gli originali si vedono qui, sotto autori e opere in ordine di apparizione.

Leonardo da Vinci, L’Ultima Cena
Sandro Botticelli, La Nascita di Venere
Rembrandt, Lezione di Anatomia del Dottor Tulp
Hans Holbein il Giovane, Ritratto di Enrico VIII +
Johannes Vermeer, Ragazza col Turbante
Théodore Géricault, La Zattera della Medusa
Jacques-Louis David, Morte di Marat
Michelangelo, Creazione di Adamo – Cappella Sistina
René Magritte, Il Figlio dell’Uomo
Piet Mondrian, Composizione
Frida Kahlo, Autoritratto
Pablo Picasso, Dora Maar Seduta
Edvard Munch, L’Urlo
Vincent Van Gogh, Autoritratto con l’orecchio bendato
Andy Warhol, Marilyn Monroe
Autore Sconosciuto, Gabrielle d’Estrées et une de ses soeurs
Giovanni Cimabue, Maestà di Santa Trinitá
Caravaggio, Salomè con la testa del Battista
Édouard Manet, Olympia
Eugène Delacroix, La Liberta che Guida il Popolo
Otto Dix, Ritratto della giornalista Sylvia von Harden
Gustav Klimt, Il Bacio
Marc Chagall, Il Matrimonio
Diego Velázquez, Las Meninas
Vincent Van Gogh, Girasoli

giovedì 15 aprile 2010

Io non ci sto


Fa pensare e discutere quanto accaduto ad Adro, in provincia di Brescia. Il Comune non ammette alla mensa scolastica i bambini di famiglie che non hanno pagato la retta, un anonimo provvede a pagare per loro, ma il paese si spacca in due e c'è chi approva il Sindaco.



Dal Corriere della Sera

«Pago io la mensa per gli alunni poveri»
Imprenditore di Adro ripiana debito di 10mila euro di 24 famiglie morose: «Mi vergogno di questa intolleranza»

"Io non ci sto. Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani". Un imprenditore che lavora nel settore informatico ha voluto restituire la «dignità» ai bambini che rischiavano di essere esclusi dalla mensa scolastica di Adro perché «morosi». Lo ha fatto anonimamente, staccando all’amministrazione un assegno di 10 mila euro (soldi che serviranno a ripianare i debiti di 24 famiglie morose) e impegnandosi a pagare i pasti dei bimbi poveri fino alla fine dell’anno".
L'articolo completo che racconta il fatto e quello con il quale l'autore rifiuta la ribalta.

In questa lettera l'anonimo spiega i motivi del suo gesto.



Le foto sono tratte dal film "L'albero degli zoccoli" (1978) Ermanno Olmi

lunedì 12 aprile 2010

Trollman, il pugile zingaro



Nel 1933 il pugile zingaro Johann Trollman fu campione tedesco dei pesi medi, una settimana dopo i nazisti gli tolsero il titolo. Tornò a combattere coperto di farina e con i capelli tinti d'oro: era la sua sfida all' "uomo ariano". Finì in un lager e dimenticato.
La storia straordinaria e sconosciuta di Johann Trullman, il pugile zingaro che sfidò il Terzo Reich, raccontata in un articolo di Roberto Brunelli.

Qui sotto il progetto del monumento a Trollman, un ring in legno bianco, da collocare in un parco di Berlino.


"Hurricane" (1976) Bob Dylan

Dylan canta la storia del pugile Robin “Hurricane” Carter, condannato ingiustamente per un triplice omicidio avvenuto nel 1966, nel New Jersey. Fu scarcerato nel 1985. Il giudice della Corte Federale sentenziò che non aveva avuto un processo equo, affermando che l'accusa era "basata su motivazioni razziali". Il 26 febbraio 1988 caddero definitivamente tutte le accuse.
Il testo della canzone in italiano.

martedì 6 aprile 2010

Zero zero cinque



"... Con l’esplosione della recente bolla, milioni di donne e di uomini hanno perso il proprio lavoro. In tutto il mondo tantissime persone sono state spinte sull’orlo della povertà e cento milioni di persone in più oggi soffrono la fame.
Avete messo a disposizione centinaia di miliardi di dollari per salvare le banche e il sistema finanziario. Dall’altra parte, non state affrontando le crisi sociali e ambientali con l’urgenza politica e le risorse finanziarie che sarebbero necessarie.
Le imprese finanziarie per decenni hanno tratto beneficio dall’assenza di una regolamentazione significativa e sono in gran parte responsabili della crisi. Credo sia ora che anche loro paghino la giusta parte dei costi della ripresa. Una tassa sulle transazioni finanziarie sarebbe lo strumento più efficace per assicurarlo..."
Dall'appello ai capi di stato e di governo del G20

ZERO ZERO CINQUE: si chiama così, in Italia, la campagna internazionale volta a sostenere l'introduzione su scala mondiale di una minima tassa, appunto lo 0,05%, sulle transazioni finanziare.



La tassa sulle transazioni finanziarie è un'imposta molto ridotta (tipicamente lo 0,05%) su ogni operazione finanziaria, ovvero l'acquisto e la vendita di azioni, obbligazioni, valute, o strumenti più complicati quali i derivati. Il tasso così piccolo non avrebbe conseguenze negative per l'economia reale e per i risparmiatori che investono sui mercati con un'ottica di lungo periodo. Al contrario, gli speculatori, che realizzano centinaia o migliaia di operazioni quotidiane per guadagnare su piccole oscillazioni dei prezzi, dovrebbero pagare la tassa su ogni transazione. Questo significa che la tassa è una misura estremamente mirata ed efficace contro la speculazione.


Le altre campagne internazionali gemelle di "zero zero cinque" sono: "makefinancework", "europeansforfinancialreform" e "robinhoodtax" (da non confondere con la trovata del ministro delle finanze italiano).
Per sostenere la campagna robinhoodtax, Ben Kinglesy ha interpretato la parte del banchiere in questo eloquente spot.

sabato 3 aprile 2010

Dio è morto


"Dio è morto" (1965) - Nomadi, live Milano 1991

Scritta 45 anni fa (!) da Francesco Guccini che qui la interpreta. Il testo