"Nel mondo ci sono solo due tipi di persone: quelle che adorano Bruce Springsteen e quelle che non l'hanno mai visto in concerto" (Larry Katz). A distanza di una settimana, con la musica e l'acqua ancora sulla pelle, chi è stato a Firenze sa che la celebre frase del giornalista del Boston Herald si è avverata di nuovo.
Sotto: "Jack of all trades", nella versione eseguita a Firenze (nel widget quella del disco, con l'assolo alla chitarra di Tom Morello) e "Twist and shout", cantata da Springsteen sotto l'acqua, come buona parte del concerto fiorentino.
"Nell’acquario di Facebook – La resistibile ascesa dell’anarco-capitalismo" Collettivo di scrittura conviviale Ippolita "Facebook si avvia ad avere un miliardo di utenti. È uno straordinario dispositivo in grado di mettere a profitto ogni movimento compiuto sulla sua piattaforma. Nell’illusione di intrattenerci, o di promuovere i nostri progetti, lavoriamo invece per l’espansione di un nuovo tipo di mercato: il commercio relazionale. Nell’acquario di Facebook siamo tutti seguaci della Trasparenza Radicale: un insieme di pratiche narcisistiche e pornografia emotiva. Ci siamo sottoposti in maniera volontaria a un immenso esperimento sociale, economico, culturale e tecnico. L’anarco-capitalismo dei right libertarians californiani è il filo conduttore che ci permette di collegare Facebook ai Partiti Pirata europei, a Wikileaks. Gli algoritmi usati per la pubblicità personalizzata dai giganti della profilazione online, i nuovi padroni digitali (Facebook, Apple, Google, Amazon) sono gli stessi utilizzati dai governi dispotici per la repressione personalizzata. Nel nome della libertà di profitto. Tranquilli, nessun complotto: è solo il Far West Digitale". Il libro si può leggere liberamente in rete, magari facendo una donazione ("free, as freedom, not free as a beer"). Ecco i link alle tre parti del libro. - Parte prima – Ho mille amici ma non conosco nessuno - Parte Seconda – Il progetto right libertarian alla conquista del mondo: social network, hacker, attivismo, politica istituzionale - Parte terza – Le libertà della rete
Si può essere più o meno d'accordo, ma questo libro senza dubbio è stimolante.
Oh,
nessuna palla di cannone è volata, nessun
fucile ci ha abbattuto Nessuna
bomba è caduta dal cielo, nessun
sangue ha bagnato il terreno Nessun
bagliore ha accecato la mia vista, nessun
tuono mortale ha risuonato Ma
sicura come la mano di Dio, loro
hanno portato la morte nella mia città Hanno
portato la morte nelle mia città
Nessuna
granata ha squarciato il cielo della sera Nessuna
città è bruciata Nessun
esercito ha assalito le rive per
cui abbiamo dato la vita Nessun
dittatore è stato incoronato Mi
sono svegliato in una notte tranquilla, senza
udire rumore Predoni
hanno fatto incursione nell'oscurità e
hanno portato la morte nella mia città, ragazzi Morte
nelle mia città
Hanno
distrutto gli stabilimenti delle nostre famiglie e si
sono presi le nostre case Hanno
lasciato i nostri corpi sulle pianure, gli
avvoltoi si sono presi le nostre ossa Quindi
ascoltami, ragazzo mio, stai
pronto per quando arriveranno Perché
ritorneranno è sicuro come il sole che sorge Ora
preparati una canzone da cantare e cantala forte fino
a che tutto non sarà finito
Sì,
cantala chiara e forte Manda
i capitalisti senza scrupoli dritti all'inferno I
ladri avidi che sono arrivati E
hanno mangiato la carne di tutto ciò che hanno trovato I
cui crimini sono ancora rimasti impuniti Coloro
che ora percorrono la strada da uomini liberi Ah,
hanno portato la morte nella nostra città, ragazzi
La versione originale
Ci vuole un fiore by Zecchino D'oro on Grooveshark "Ci vuole un fiore" (1974) Sergio Endrigo (testo di Gianni Rodari, musica di Luis Bacalov e Sergio Endrigo)
A un anno dalla scintilla spagnola degli Indignados - con 50 mila persone radunate ad oltranza a Puerta del Sol - torna in piazza il movimento internazionale che si batte contro la crisi e denuncia gli intollerabili livelli raggiunti dalle diseguaglianze.
“Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera„ Pablo Neruda
Ogni ricco ha un reddito di cento poveri. Non è l'Inghilterra di Dickens, è l'Italia di oggi. Redditi e ricchezza si sono concentrati nelle mani di una persona su dieci. Le altre nove – quasi tutti noi – stanno peggio di dieci anni fa, sono i 'perdenti', divisi in mille modi – tra uomini e donne, tra vecchi e giovani, tra Nord e Sud – ma uniti dal declino.
Com'è potuto succedere? Togliere ai poveri per dare ai ricchi, rendere il lavoro più debole e il capitale più forte è da trent'anni l'orizzonte del liberismo. Da qui ha origine la crisi attuale, in Europa e in Italia. Ma un'alternativa c'è, ci meritiamo un altro futuro.
Mario Pianta "Nove su dieci. Perché stiamo (quasi) tutti peggio di dieci anni fa" (Laterza)
"Boots Are Made For Walkin’" (1966) Lee Hazlewood, qui eseguita dai Planet Funk
Cover di una vecchia canzone - in origine interpretata da Nancy Sinatra - in questi settimane la sentiamo in una pubblicità televisiva e l'ascolteremo ancora in vista degli europei di calcio. Lo scorso anno è stata adottata nel film di Ivan Cotroneo "La kryptonite nella borsa", i cui interpreti si prestano anche al video. Tra questi Valeria Golino, Luca Zingaretti, Cristiana Capotondi.