lunedì 10 dicembre 2012

Sono un ragazzo solo

Questo e il prossimo post sono dedicati a due band che negli scorsi giorni si sono esibite in Italia. 
Partiamo con gli statunitensi Black Keys ed il loro fortunato e cliccatissimo "Lonely boy", uscito un anno fa ad anticipare il cd "El camino". Con diverse nominations, la band è in corsa nei Grammy awards 2013.
Video minimale e simpatico per un singolo che sa di musica d'epoca e di vinile.



giovedì 6 dicembre 2012

Dicembre e il Paese delle bufale




Su internet gira a tutto spiano l'ennesima catena di S.Antonio che promette fortuna o minaccia sventura, a seconda che si inoltri o meno una mail ad un tot di persone. 
Questa volta la bufala narra la stupefacente caratteristica del mese di dicembre 2012. Il prodigio, viene scritto, è costituito da 5 sabati, 5 domeniche e 5 lunedì presenti nello stesso mese, rarissimo fatto che accadrebbe solo ogni 824 anni! Come se non bastasse, si aggiunge una spruzzata esotica chiamando in causa il Feng shui cinese (?) da cui sgorgherebbero ricchezza o povertà. 
Ma è sufficiente tornare indietro di pochi anni, nel 2007, oppure andare avanti fino al 2018, per trovare la stessa banale condizione: altri 5 giorni di sabato, domenica e lunedì nel mese di dicembre. 
Tuttavia, sono tanti quelli che inoltrano, inoltrano, inoltrano e moltiplicano la bufala.




mercoledì 5 dicembre 2012

Lettera di un maestro



Appello perché bimbi e bimbe fino a 8 anni siano liberi da schermi e computer nella scuola


"...Bambine e bambini hanno bisogno del mondo vero per nutrire i loro pensieri e la loro immaginazione. Hanno bisogno dei loro corpi tutti interi, capaci di toccare con mano le cose e non essere ridotti solo a veloci polpastrelli. Hanno bisogno di sporcarsi con la terra piantando, anche in un piccolo giardino, qualche seme che non sappiamo se nascerà. Hanno bisogno di essere attesi e di conoscere l'attesa, di sviluppare il senso del tatto e gli altri sensi e non limitarsi al touch screen. Se lasciamo che pensino che il mondo può essere contenuto in uno schermo, li priviamo del senso della vastità, che non è riproducibile in 3D. Gli altri e la realtà non si accendono e spengono a nostro piacimento. 
I primi anni di scuola rischiano di trasformarsi in un tempo dove regna l'irrealtà. Ma i bambini hanno un disperato bisogno di adulti che sappiano attendere e accogliere le parole e i pensieri che affiorano, che siano capaci di ascoltarli e guardarli negli occhi. Hanno bisogno di tempi lunghi, di muovere il corpo e muovere la testa, di dipingere e usare la creta; devono poter essere condotti ad entrare lentamente in un libro sfogliandolo, guardando le figure e ascoltando la voce viva di qualcuno che lo legga. E cominciare a scrivere e a contare usando matite, pennelli e pennarelli, manipolando e costruendo oggetti per contare, costruire figure ed indagare il mondo. Hanno bisogno di guardare fuori dalla finestra il sole che indica il tempo e i colori della luce che cambiano col passare delle nuvole. Hanno bisogno di scontrarsi e incontrarsi tra loro in quel corpo a corpo con le cose e con gli altri, così necessario per capire se stessi. Tutto questo davanti a uno schermo non si può fare!..."

Franco Lorenzoni, maestro elementare. La Repubblica, 4 dicembre 2012


I disegni di Jacopo e Laura sono tratti dal sito di A.De Pascale

Prima di pensare che questa proposta riporti la scuola all'età del bianco e nero, conviene leggere l'articolo completo


Le tre immagini si possono ingrandire cliccandoci sopra


martedì 27 novembre 2012

Fa caldo


Clicca sulla foto per ingrandirla

Cosa avevate pensato leggendo il precedente post? 
Sì... probabilmente e qualche miliardo di anni fa su Marte c'è stata qualche forma di vita, ma su quel pianeta non si potrà mai abitare. Quindi curiamoci la Terra.



In 27 secondi questo video della Nasa mostra l’aumento delle temperature medie verificatosi sulla Terra dal 1880 al 2011. Sempre più caldo.

sabato 24 novembre 2012

Life (in technicolor)


"Life In Technicolor" ii official instrumental (2008) Coldplay (4:07)

Sì, c'è vita!

Life in Technicolor by Coldplay on Grooveshark
Un'altra versione (2:30)

mercoledì 21 novembre 2012

Questo nostro amore

Per chi frequenta red un'altra vita il post di oggi sarà una sorpresa.
Qui si parla di "Questo nostro amore", la fiction che ha registrato sei milioni di telespettatori e si è conclusa ieri sera con un lieto fine in perfetto stile Raiuno. Certi critici televisivi snob l'hanno criticata, qui si snobbano loro.


Da lì a poco il parroco caccerà dalla Chiesa la famiglia "colpevole" di concubinato

Il fulcro della storia, ambientata a Torino nel 1967, è rappresentato dalle traversie di una famiglia nella quale un uomo, precedentemente sposato e senza la possibilità di divorziare, convive con una donna e le loro tre figlie, verso le quali la coppia riversa affetto e responsabilità, nascondendo continuamente al mondo che li circonda la loro condizione di concubinato, all'epoca considerato un reato passibile di pena fino a due anni. 
Sembra impossibile, specie per un ventenne di oggi, eppure solo quaranta anni fa questa era l'Italia: il reato di concubinato fu soppresso nel 1969, mentre la legge sul divorzio fu introdotta nel 1970 e confermata con referendum nel 1974. 
Accanto alla storia principale si dipanano storie secondarie caratterizzanti l'epoca: le donne che aspirano ad un proprio lavoro, segno di un'emancipazione che da lì a poco sarebbe fiorita; i giovani studenti universitari sognatori e contestatori, "primi vagiti di un '68 ancora lungo da venire e troppo breve"(Venditti); l'incontro degli operai meridionali con la grande città del nord, con tutte le difficoltà materiali e le umiliazioni da subire.


La famiglia meridionale trapiantata a Torino, con il bravo Nicola Rignanese nella parte del padre


Pur con lo stile dolciastro che stimola un pò l'effetto nostalgia, proprio dell'ammiraglia Rai, a tratti edulcorato e con un finale nel quale l'amore aggiusta d'incanto tutti problemi - come nell'aspra realtà difficilmente accade - la fiction ha avuto il pregio di ricostruire le problematiche di una fase storica e, appunto, di farci misurare la strada percorsa. Anche se a tutt'oggi le coppie di fatto hanno diritti dimezzati e la condizione dei lavoratori purtroppo sta precipitando all'indietro. Forse, quindi, ci ha parlato anche del tempo presente.


Le case di ringhiera

Il titolo della fiction è ricavato dall'omonima canzone interpretata da Rita Pavone e scritta da Luis Enriquez Bacalov e Lina Wertmüller (!).
Nel video d'annata che proponiamo qui sotto, gli spettatori sono uno spettacolo: mentre la Pavone canta, essi sono compìti e seri come ad un funerale.


"Questo nostro amore" (1967) Rita Pavone

sabato 17 novembre 2012

Pane e castagne



Tra qualche giorno uscirà il nuovo album di De Gregori. 
Nell'attesa proponiamo una canzone poco celebrata. Bellissima.

Pane e castagne by Francesco De Gregori on Grooveshark
"Pane e castagne" (1987) Francesco De Gregori

Aspettami ogni sera davanti a quel portone
e se verrai stasera ti chiamerò per nome. 
Chissà che occhi avremo, chissà che occhi avrò
ma se mi chiami amore, ti riconoscerò.

mercoledì 14 novembre 2012

La nave dolce




Il trailer de "La nave dolce" (2012) Daniele Vicari

L’8 agosto 1991 una nave albanese, carica di ventimila persone, giunge nel porto di Bari. La nave si chiama Vlora. A chi la guarda avvicinarsi appare come un formicaio brulicante, un groviglio indistinto di corpi aggrappati gli uni agli altri. Le operazioni di attracco sono difficili, qualcuno si butta in mare per raggiungere la terraferma a nuoto, molti urlano in coro “Italia, Italia” facendo il segno di vittoria con le dita.



La Vlora è un vecchio mercantile costruito all’inizio degli anni Sessanta a Genova. Il 7 agosto 1991 la nave, di ritorno da Cuba, arriva al porto di Durazzo, nella stiva diecimila tonnellate di zucchero. Sono in corso le operazioni di scarico quando una folla enorme di migliaia di persone assale improvvisamente il mercantile, costringendo il capitano Halim Milaqi a fare rotta verso l’Italia.



È una marea incontenibile di uomini, ragazzi, donne, bambini. C’è Eva che sale arrampicandosi lungo le cime d’ormeggio insieme al marito. C’è Kledi, un ragazzino che si trova in spiaggia con gli amici quando decide di seguire incuriosito la folla che va verso il porto. C’è il piccolo Ervis con la sua famiglia, c’è Robert, giovane regista con i suoi compagni di studi. Qualcuno, una volta a bordo, incontra un fratello, un amico. Il motore centrale è in avaria, non c’è cibo, né acqua. Solo zucchero. Il sole di agosto arroventa il pontile. Poi scende la notte, il capitano governa la nave senza poter utilizzare il radar, evita anche una collisione.



Il mattino dopo, ad attendere la Vlora c’è una città incredula e stordita e uno stadio di calcio vuoto, dove, dopo lunghissime operazioni di sgombero del porto, gli albanesi vengono rinchiusi prima del rimpatrio. Sono passati ventuno anni da quel giorno. La maggior parte di coloro che salirono sulla nave, carica di zucchero, vennero rispediti in Albania ma gli sbarchi continuarono e qualcuno tentò ancora la traversata.



venerdì 9 novembre 2012

C'est la vie


"C'est la vie" (2012) Khaled

Non sarà la sua canzone migliore (qui sotto proponiamo le famose Didi e Aicha - versioni live del 1998), ma il sorriso di Khaled e la freschezza l'hanno portata qui.

Aicha by Cheb Khaled on Grooveshark
Didi by Cheb Khaled on Grooveshark

venerdì 2 novembre 2012

A Pà



 Non mi ricordo se c'era la luna 
 E nè che occhi aveva il ragazzo 
 Ma mi ricordo quel sapore in gola 
 E l'odore del mare come uno schiaffo 
 A Pa' 
 C'era Roma così lontana 
 E c'era Roma così vicina 
 E c'era quella luce che ti chiama 
 Come una stella mattutina 
 A Pa' 
 A Pa' 
 Tutto passa, il resto va 
 E voglio vivere come il giglio nei campi 
 Come gli uccelli del cielo campare 
 E voglio vivere come i gigli dei campi 
 E sopra i gigli dei campi volare


A Pà by Francesco De Gregori on Grooveshark
  "A Pà" (1985) Francesco De Gregori