mercoledì 9 novembre 2011

Il Paese che sembra una scarpa e altre storie


"Le stelle ci cambieranno pelle" (2011) Marco Notari, con un bel video


Il cantico delle creature (2011) Dadamatto


"Il paese che sembra una scarpa" (2011) The Zen Circus

Altre f
inestre sul nuovo panorama musicale italiano. E sul Paese.

giovedì 3 novembre 2011

La vie, pas la bourse | We are the 99%

Nizza, novembre 2011. La Vita, non la Borsa.






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New York. Il freddo non li ferma.



Le parole della canzone di questo video sono tratte dalla Dichiarazione di Occupy Wall Street. Viene il mente la contestazione della guerra in Vietnam, gli anni '70, il musical ed il film Hair.


"Let the sunshine in" (1968) dal film Hair (1979)



Su quanto accade in America, due articoli di Federico Rampini
Il generale autunno non sconfigge gli indignati
Marx conquista l'America
ed uno di Giulia D'Agnolo Vallan

Una riflessione di Ulrich Beck

martedì 1 novembre 2011

Cattedrali e soffitte



“Una generazione che deprime la generazione precedente non può che essere meschina e senza fiducia in sè stessa, anche se assume pose gladiatorie e smania per la grandezza. E’ il solito rapporto tra il grande uomo e il cameriere. Fare il deserto per emergere e distinguersi.
...
Nella svalutazione del passato è implicita una giustificazione della nullità del presente: chissà cosa avremmo fatto noi se i nostri genitori avessero fatto questo e quest’altro... ma essi non l’hanno fatto e, quindi, noi non abbiamo fatto nulla di più.
Una soffitta su un pianterreno è meno soffitta di quella sul decimo o trentesimo piano? Una generazione che sa far solo soffitte si lamenta che i predecessori non abbiano già costruito palazzi di dieci o trenta piani. Dite di esser capaci di costruire cattedrali, ma non siete capaci che di costruire soffitte."
Antonio Gramsci, Quaderni del carcere (1929-1935)

Un post di un anno or sono:
Merce scaduta

martedì 25 ottobre 2011

L'uomo che piantava gli alberi


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Dall'omonimo racconto breve di Jean Giono (1955), il film che ha vinto il premio Oscar di animazione nel 1988.

Il racconto in una canzone dei Ratti della Sabina.
Prendetevi mezz'ora di tempo per ascoltare e guardare il film e un paio d'ore per leggere il racconto. Dopo starete meglio.

giovedì 20 ottobre 2011

Post 15 ottobre

Un fresco sondaggio del New York Times dice che il 72% dei cittadini votanti di New York, tra cui il 52% dei repubblicani, appoggia "Occupy Wall Strett".
I REM, scioltisi un mese fa, hanno dedicato a questo movimento la loro canzone “Welcome to the Occupation” del 1987.



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Da noi le cose vanno diversamente. Il 15 ottobre romano ha lasciato molte macerie ed una preoccupazione descritta bene da Flavio Lotti, storico animatore della Marcia Perugia-Assisi: “C’è qualcosa di realmente pericoloso nella violenza che sabato scorso si è abbattuta sulla manifestazione di Roma. E’ l’idea che le cose non si possano più cambiare, che si possano solo distruggere, che la politica sia la cosa più sporca e inconcludente che esista, che i politici e le forze politiche siano tutti uguali e che, in fondo, anche tutti gli altri siano complici e compromessi.”

Tra le varie riflessioni apparse sui giornali o in rete, non casualmente quelle di due donne guardano avanti, per costruire qualcosa di buono. Sono pubblicate sul sito Sbilanciamoci.info, red-un'altravita ne propone i link qui sotto.
Io, in movimento fuori dai recinti. E dagli scontri di Barbara Di Tommaso
Chi e che non ha futuro di Roberta Carlini

domenica 16 ottobre 2011

99%


"Siamo il 99% che non tollererà più l'avidità
e la corruzione dell'1% della popolazione"







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99%: una percentuale diventata un simbolo dopo "Occupy Wall Street".
15 ottobre: in tutto il mondo proteste pacifiche. A Roma l'1% rovina tutto.

mercoledì 12 ottobre 2011

E' terra nostra



Un nuovo colonialismo in Africa e Sudamerica
"Pianure fertili, fonti, pascoli, boschi: sono questi i beni di cui gli Stati e le multinazionali cominciano a fare incetta nell'era della scarsità di risorse. Le potenze nascenti non conquistano più le terre con gli eserciti, le comprano sottraendole ai disperati troppo poveri per opporsi al potere della finanza. La nuova corsa all'oro si chiama land grabbing e in 10 anni ha virtualmente delocalizzato un territorio grande più di sette volte l'Italia: 227 milioni di ettari hanno cambiato padrone. La terra è sempre lì, ma i suoi frutti vanno altrove, finiscono in buona parte nei forzieri dei paesi che hanno fatto cassa con l'inquinamento e ora si attrezzano per sopravvivere in un pianeta esausto."
La Repubblica 22 settembre 2011

Una bellissima ballata dei Gang


"E' terra nostra" (2006) Gang

E' terra nostra quella
che sogna le farfalle
che ci rivolta il cuore
piegandoci le spalle
E che ci fa pregare
nell'ora del tramonto
terra che ama il vento
per far durare il mondo
Terra sotto le unghie
e terra oltre i confini
quanta terra in faccia
facce da contadini
...
Contadini, lacrime del sole


"Terra e cibo" è il titolo della puntata di Presadiretta andata in onda qualche sera fa: una im-pietosa fotografia dell'agricoltura in Italia.
La rivista "Internazionale" di questa settimana dedica varie pagine al tema dell'agricoltura, tornato modernissimo in tutto il mondo: speculazioni finanziarie, accaparramenti, brevetti e monopoli, sfruttamento della manodopera, cambiamenti climatici... ed un movimento internazionale che inventa "l'agri-cultura".
Si parla di vita e futuro.

sabato 8 ottobre 2011

Te lo leggo negli occhi | Prospettiva Nevski


"Te lo leggo negli occhi" (1964) Endrigo-Bardotti, qui eseguita da Franco Battiato

Strani casi della musica.
Sergio Endrigo non ha mai cantato "Te lo leggo negli occhi", riproposta nel 1999 da Franco Battiato con un bellissimo arrangiamento.
Viceversa, "Prospettiva Nevski" di Battiato ha trovato in Alice una superba interprete.


"Prospettiva Nevski" (1980) Franco Battiato, qui eseguita da Alice

"E il mio maestro mi insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire"



Battiato su red un'altra vita: La cura e Povera patria

mercoledì 5 ottobre 2011

Indignados a Wall Street



La stampa li ha subito ribattezzati "indignados di New York". Da un paio di settimane hanno occupato un parco vicino Wall Street - il tempio della finanza, obiettivo della loro protesta - poi hanno invaso il Ponte di Brooklin, prima che la polizia li sgomberasse. Di se stessi dicono: "«Occupy Wall Street» è un movimento di resistenza senza leader, fatto da gente di ogni razza, genere e opinione politica. L'unica cosa che abbiamo tutti in comune è che siamo il 99% che non tollererà più l'avidità e la corruzione dell'1% della popolazione." Sembrava un'armata Brancaleone, ora si è imposta all'attenzione dei media.

Indignados a New York, un video sull'occupazione del Ponte.
Qui sotto Corriere Tv mette a confronto due mondi.


Il sito di Occupy Wall Street, per vedere cosa succederà.
Contemporaneamente la galassia progressista statunitense radunata a Washington da MoveOn.org dice: "Ridateci il sogno americano"

domenica 2 ottobre 2011

L'Italia sono anch'io



In questi giorni parte la raccolta di firme (tempo sei mesi) per portare in Parlamento due proposte di legge di iniziativa popolare volte a cambiare la normativa sulla cittadinanza e introdurre il diritto di voto per le persone di origine straniera. L'Italia sono anch'io



In questi giorni il film "Terraferma", dopo aver vinto il Premio Speciale della Giuria al Festival di Venezia, è stato scelto per rappresentare l'Italia alle nomination per l'Oscar.


Nei titoli di coda del film di Emanuele Crialese, si ascolta "Le vent nous porterà" nella versione di Sophie Hunger.
Il testo e il brano originale della canzone dei Noir Desir.