Il giovane di questa foto si chiamava Gabriele Moreno Locatelli. Era un religioso e pacifista. Il 3 ottobre 1993 fu ucciso da un cecchino sul Ponte Vrbanja che divide in due Sarajevo. Voleva deporre dei fiori e, in segno di pace, donare pane ai soldati bosniaci e serbi che si fronteggiavano sulle sponde del torrente. Aveva 34 anni. All’ingresso della sua casa natale di Canzo (Brescia) è posta una frase del Cantico dei Cantici: “Forte come la morte è l’amore”. La sua storia ha ispirato una commovente ballata dei Gang.
Più forte della morte è l’Amore sopra la notte il fiume scorre e avanza
nel buio sei venuto come un raggio di sole col passo tuo che toglie ogni distanza a chi era stanco i piedi hai lavato e hai curato chi era ferito bruciavano di febbre le labbra che hai bagnato ed un sorriso avevi per saluto. Beato sia il tuo nome Gabriele quello di un angelo guerriero hai combattuto e vinto l'Amore non si arrende solo l'Amore vince, vince sempre Vieni all'alba, all'ora prima vieni nell'ombra della sera nel buio e nel dolore l'Amore tuo non muore Più forte della morte è l’Amore E il giorno si è spezzato con un grido sul ponte a Sarajevo uno sparo come la neve intorno lento sei caduto sopra la terra il cielo restò muto E andavi oltre il ponte a mani nude E la città gridava nel silenzio con te portavi il pane nel nome della pace e in pace andavi incontro alla tua croce Vieni all'alba, all'ora prima vieni nell'ombra della sera nel buio e nel dolore l'Amore tuo non muore Più forte della Morte è l’Amore E dove non c'è pace non c'è pane e dove non c'è pane non c'è vita per noi che si vive di una sola pace per noi hai dato la tua vita
* questo blog è stato fermo per molti mesi... ma questa canzone non poteva rimanere fuori
«Alcuni erano coppie, altri solo amici, altri non si erano mai incontrati prima delle riprese. Ebrei e arabi rifiutano di essere nemici». La scritta appare sul video mentre giovani coppie di ebrei e arabi, eterosessuali e gay, si scambiano baci: prima incerti e imbarazzati, poi convinti e appassionati. È la risposta di TimeOut Tel Aviv — ovvero il giornale dei divertimenti e della gioia di vivere declinato in una delle città più libere e irriverenti del mondo — alla decisione del ministero dell’Istruzione israeliano di proibire la lettura nelle scuole superiori dello Stato ebraico del romanzo Gader Haya (Borderlife nella versione inglese) di Dorit Rabinyan, che racconta la storia d’amore, ambientata a New York, tra un’israeliana e un palestinese. Il libro, uscito un anno e mezzo fa, ha vinto il premio Bernstein per giovani scrittori". Da Corriere.it
"Dialogo di un venditore d’almanacchi e di un passeggere" (1954) regia di Ermanno Olmi
"Dialogo di un venditore d’almanacchi e di un passeggere" Giacomo Leopardi, 1832 Venditore. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi? Passeggere. Almanacchi per l'anno nuovo? Venditore. Si signore. Passeggere. Credete che sarà felice quest'anno nuovo? Venditore. Oh illustrissimo si, certo. Passeggere. Come quest'anno passato? Venditore. Più più assai. Passeggere. Come quello di là? Venditore. Più più, illustrissimo.
Passeggere. Ma come qual altro? Non vi piacerebb'egli che l'anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi? Venditore. Signor no, non mi piacerebbe. Passeggere. Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi? Venditore. Saranno vent'anni, illustrissimo. Passeggere. A quale di cotesti vent'anni vorreste che somigliasse l'anno venturo? Venditore. Io? non saprei. Passeggere. Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice? Venditore. No in verità, illustrissimo. Passeggere. E pure la vita è una cosa bella. Non è vero? Venditore. Cotesto si sa. Passeggere. Non tornereste voi a vivere cotesti vent'anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste? Venditore. Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse. Passeggere. Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta né più né meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati? Venditore. Cotesto non vorrei. Passeggere. Oh che altra vita vorreste rifare? la vita ch'ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l'appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro? Venditore. Lo credo cotesto. Passeggere. Né anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo? Venditore. Signor no davvero, non tornerei. Passeggere. Oh che vita vorreste voi dunque? Venditore. Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz'altri patti. Passeggere. Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa dell'anno nuovo? Venditore. Appunto. Passeggere. Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest'anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d'opinione che sia stato più o di più peso il male che gli e toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll'anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero? Venditore. Speriamo. Passeggere. Dunque mostratemi l'almanacco più bello che avete. Venditore. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi. Passeggere. Ecco trenta soldi. Venditore. Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. ***
Qui sotto i link dei post con gli auguri a cavallo degli anni:
Sventrata, spettrale, senza vita: queste immagini riprese da un drone ricordano Dresda o Hiroshima (2° guerra mondiale) oppure un film di fantascienza sul dopo bomba nucleare. Invece sono quartieri periferici di Damasco, Siria, oggi. Dall’inizio del conflitto, 2011, 12 milioni di siriani, il 60% della popolazione, sono stati costretti a lasciare le loro case. 8 milioni sono sfollati interni, mentre 4 milioni sono rifugiati in Turchia, Libano o Giordania. In Europa solo 350mila richieste di asilo.
E' come la minuta scena di un film. Il medico di famiglia è seduto ai tavolini del modesto dehor di un bar, di fronte al suo ambulatorio. Chiacchiera un pò amabilmente e un pò anfitrionescamente con alcuni anziani pazienti sorridenti, ma in particolare si dedica ad una vecchia signora dall'aria un pò perduta nel vuoto. Il dottore cerca di tirarla su, prendendole una mano e dicendole quanto sia bella la musica. Poi le accenna la strofa di una canzone: "occhi stanchi, ma nel cuore il sereno", come se volesse ritrarre la signora e al tempo stesso incoraggiarla. Un frammento casualmente preso al volo che ispira un post. Ecco la canzone: anni '70, genere beat con una spruzzata di progressive, testi semplici dove si parla dei migranti di allora, italiani.
"Can't Take My Eyes Off Of You" (1967) Frankie Valli, interpretata da Lauryn Hill Quila versione originale dell'autore e quella più celebre di Gloria Gaynor.
"Party lights" (1979) Bruce Springsteen
"Conosco ragazze che crescono in fretta lì da dove vieni Ti sei lasciata dietro ciò che ti veniva chiesto e ti sei sposata piccola… oh così giovane Ora quella tua bambina sembra stia crescendo durante la notte Ma ti mancano le luci della festa Ti mancano le luci della festa Ti mancano le luci della festa Quando sei sdraiata nel letto di notte Voleva essere il tuo Romeo, tu saresti stata la sua Giulietta Ora non ti aspetti alcun Romeo, ma solo l’assegno del sussidio Mentre altre ragazze della tua età sono fuori con gli amanti che le portano fuori la notte Ti mancano le luci della festa" "The Ties That Bind: The River Collection" è il nuovo box set di Bruce Springsteen dedicato all’album "The River" del 1980, in uscita il prossimo 4 dicembre 2015. In questo cofanetto composto da canzoni conosciute (anche con arrangiamenti inediti), brani non pubblicati, foto e video (4 cd e 3 dvd), è compresa l’inedita "Party Lights", scritta per quell'album, ma poi non pubblicata. Qui sotto un altro brano, registrato in quel periodo e scartato, e ora riproposto nel cofanetto. "Stray bullet" è una bellissima ballata: evidenti le assonanze con "The river", straordinari il piano di Bittan ed il sax di Clemons.
"Stray bullet" (1979) Bruce Springsteen
Nel cofanetto non poteva mancare un video con la canzone che dà il titolo all'album, quella "The river" che non ci stancheremo mai di ascoltare. Eccola.
"The river" (1980) versione live Tempe 1980 Il contenuto del cofanetto: clicca sulla foto per ingrandirla