Ne "Il cacciatore", film sull'assurdità della guerra, c'è una canzone volutamente in stridente contrasto con la violenza. Eccola nella versione originale e in quella più conosciuta.
Can't Take My Eyes Off You (1967) Frankie Valli e The Four Season
Can't Take My Eyes Off Of You (I Love You Baby) Gloria Gaynor
"Condolence" (2014) Benjamin Clementine
"Clementine è il romanticismo impulsivo del XXI secolo, la frenesia dei nervi tesi sulle corde del pianoforte; carico di espressionismo compositivo ed emotivo" (Ondarock). Da pochi giorni è uscito il suo primo album “At least for now” e la canzone che proponiamo nel video è davvero notevole! Qui un'intervista a Rolling Stones, al cui interno si trova un altro bel brano.
All'improvviso, pochi mesi fa, scoprimmo il nome di una città siriana al confine con la Turchia: Kobane. E in molti esaltarono quel nome e la lotta che lì si stava combattendo ad opera dei kurdi. Poi, come accade in questo tempo, appena la notizia scomparve rapidamente da quel nastro fluido senza gerarchia, spirito critico e sedimentazione dei fatti rappresentato dai media e dalla rete, tutti o quasi si scordarono quello che lì stava accadendo. Ora Kobane è libera dal fanatismo jiadista, ma a quale prezzo! L'intera Siria è scomparsa dalle news (?), ma sono 3 milioni i rifugiati siriani.
La Giornata della Memoria è ricordata a Correggio (Re) con una mostra intitolata "La selva oscura".
"Nell’ebraismo il bosco è strettamente legato alla memoria: si usa infatti piantare alberi, o interi boschi, per ricordare le vittime della Shoah e i “Giusti”, i non ebrei che hanno agito in modo eroico a rischio della propria vita per salvare anche un solo ebreo dal genocidio nazista. L’albero e il bosco sono metafore delle vittime dell’Olocausto ma possono assumere anche un’accezione più vicina al concetto di “selva oscura” dantesca nella quale “la diritta via era smarrita”. Il bosco si connota in questo caso come luogo dello smarrimento dell’umanità intera di fronte a quel capitolo oscuro della Storia che è stata la soluzione finale nazista." (da "La Gazzetta di Reggio")
"The theory of everything" (2014) Il compositore islandese Jóhann Jóhannsson firma la colonna sonora del film "La teoria del tutto", al cinema in questi giorni, con una serie di brevi e splendidi affreschi.
#stareinsieme "Rifiutiamo la logica di chi divide il mondo in base alla religione, al colore della pelle, alla nazionalità. Rifiutiamo la logica di chi specula sulla morte per i propri interessi, alimentando una spirale di odio e violenza... È il momento di stare insieme, di far sentire la voce di tutti quelli, e sono tanti, che di fronte alla morte e alla violenza rispondono con il dialogo, la solidarietà e la pratica dei diritti. Tutti quelli che non fanno distinzione tra le vittime di Utoya e Peshawar, di Baqa, di Baghdad, e Parigi, nel Mediterraneo e a New York. Tutti quelli che credono che diritti, democrazia e libertà siano l’unico antidoto alla guerra, alla violenza e al terrore. Dove l’odio divide, i diritti possono unire». (Emergency)