sabato 30 marzo 2013

Il fiore di Enzo


"Sfiorisci bel fiore" (1965) Enzo Jannacci

 "Vi canterò una canzone che vi mostrerà una faccia un pò insolita di me, di me che siete abituati a vedere come un matto, come un personaggio che viaggia sulle linee dell'assurdo, dell'astratto, diciamo l'altra faccia di Enzo Jannacci; una canzone per la quale mi hanno fatto uno dei più grandi complimenti, dicendomi che si tratta di una canzone popolare." 
Enzo Jannacci

Il testo in un altro post di red-un'altravita

venerdì 29 marzo 2013

Testamento di Tito

     
"Il testamento di Tito" (1970) Fabrizio De André (live 1988)

giovedì 21 marzo 2013

Prima_Vera


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La "Primavera" del Botticelli: dettaglio dell'originale e installazione di Roberto It.

domenica 17 marzo 2013

Sole nella nebbia


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venerdì 15 marzo 2013

Pompeii


"Pompeii" (2013) Bastille

C'è chi dice che è una ventata nuova e chi la ritiene una furba operazione.
Si parla di musica, cioè di "Pompeii", titolo più che allusivo di una canzone cliccatissima in rete, qui proposta dai londinesi Bastille nella versione dal vivo. Il testo

E le pareti resistono al crollo 
Nelle città che amiamo 
Grandi nuvole passano sulle colline 
E portano il buio


venerdì 8 marzo 2013

Zapatos rojos



"Rosso. Come il sangue che ogni giorno le donne versano per mano dei propri padri, mariti, ex compagni. Rosso. Il simbolo dell’energia vitale, della forza fisica e mentale, della volontà di opporsi ai maltrattamenti. Rosso. Il colore scelto dell’artista messicana Elina Chauvet per la sua installazione: “Zapatos rojos”, ossia “Scarpette rosse”. 
Scarpe da donna di colore rosso o dipinte di rosso, sistemate per le vie, nelle piazze, vicino ai monumenti delle città per dire stop alla violenza di genere. Decolletes, ballerine, sandali, zeppe. Reperite in ogni città attraverso l’attivazione di una rete di associazioni. Ma anche grazie al contributo delle persone che portano le loro scarpe prima dell’installazione. Ogni paio rappresenta una donna e la traccia della violenza subita. L’effetto finale è quello di un corteo di donne assenti perché cancellate dalla violenza. Donne di cui rimangono solo le scarpe.



Il progetto di arte pubblica rimanda alla situazione di Ciudad Juárez, città del Nord del Messico, al confine con gli Stati Uniti. Qui, a partire dal 1993, gli atti di violenza sulle donne si sono moltiplicati. Le vittime da subito sono centinaia: rapite, stuprate, uccise. A poco a poco il fenomeno si allarga, ma è sempre tenuto in scarsa considerazione dalle autorità e dai media internazionali. E’ a Juarez che per la prima volta viene usato il termine “femminicidio“. Ed è qui che, nel 2009, Elina Chauvet ha dato vita a “Zapatos rojos”. Da allora l’installazione ha fatto il giro del mondo."
Lorenza Castagneri "Il fatto", 2 marzo 2013



venerdì 1 marzo 2013

Scappiamo per restare


"Before we run" (2012-13) Yo La Tengo 

Dal semplice al maestoso. 
Questa canzone ha fatto da apripista all'album "Fade" uscito pochi giorni fa. 

Scappiamo via dalla fine, scappiamo per restare.

sabato 23 febbraio 2013

Un paese vuol dire...


"Un paese vuol dire non essere soli" (1960) Mario Pogliotti, qui eseguita da Milly

Ci venni una volta quassù
e quassù son rimasto
a rifarmi le forze,
a cercarmi i compagni,
a trovarmi una terra,
a trovarmi un paese.
Un paese vuol dire non essere soli. 


I ricordi sono opachi. La voce dell'interprete rimanda il pensiero ad una radio o alla prima televisione in bianco e nero, ma una volta (ri)trovata nel mare magnum di internet merita di stare qui. 
Solo in un'altra circostanza una canzone è stata pubblicata due volte su questo blog. Tuttavia, la voce di Milly, interprete brechtiana, ed il testo di Mario Pogliotti, ispirato a "La luna e i falò" di Cesare Pavere, ne fanno un gioiello da riproporre.

P.s. Domani si vota: un Paese vuol dire non essere soli.

sabato 16 febbraio 2013

Grandi stazioni



L'ultima fontanella della stazione fatica a fornire un ristoro ai viaggiatori. In precedenza le sue sorelle erano state essiccate, perchè l'acqua va comprata.



Anche la sosta diventa a pagamento. Le sale di attesa sono state abolite e al loro posto si creano i locali per vip freccia rossa, dove si entra in esclusiva.



Esclusive, confortevoli, ma vuote: i facoltosi stanno larghi. 
A pochi metri, nell'atrio, centinaia di viaggiatori normali sono accampati nei pochi sedili o in piedi, al freddo d'inverno e al caldo d'estate.

Le chiamano Grandi stazioni e diventano centri commerciali e luoghi di separazione per censo. Quelle piccole, le stazioni, vengono chiuse. 
Sono le Ferrovie dello Stato italiano.

Su red un'altra vita la passione per le
strade di ferro.

sabato 9 febbraio 2013

One billion rising





“Un miliardo di donne violate è un'atrocità. Un miliardo di donne che ballano è una rivoluzione”. 
E' lo slogan del flashmob planetario contro la violenza sulle donne che il 14 febbraio si terrà in 198 Paesi e migliaia di città. One billion rising



"Breack the chain" farà da colonna sonora di tutti gli eventi.