martedì 29 giugno 2010

C'era una volta il west... e l'Enel


"C'era una volta il west" (1968) Sergio Leone

In questi giorni le tv trasmettono l'ultimo spot Enel. Bel prodotto non c'è che dire: la filosofia "progressista" ideata dai creativi dell'agenzia Saatchi e Saatchi è suadente; la musica - evoluzione della colonna sonora di "C'era una volta il west" - è coinvolgente, d'altra parte Morricone è Morricone.
Eppure in quello spot c'è solo una cosa che convince.
Non è la filosofia di fondo: basta guardare la portentosa scena finale del gran film di Sergio Leone, con l'idea del treno portatore e protagonista esso stesso del progresso, e la musica dello spot svela (volutamente?) la citazione. Non sono i fighetti col macbook sulle ginocchia o con l'auto elettrica: esempi abbastanza scontati. Tantomeno l'immagine, non vera, che Enel oggi vuole dare di sé, altra cosa è stata la missione svolta nel passato, dopo la nazionalizzazione del 1963, quando portava la "corrente" in ogni luogo. Enel oggi basa la sua politica quasi esclusivamente su petrolio e carbone (il passato) ed è disponibile al nucleare; tra le poche energie rinnovabili (il futuro) che può sfoderare c'è l'impianto che si vede nel finale dello spot. D'altra parte la stessa sorella Eni ogni tanto s'inventa spot "verdi", eppure è tutt'altro che ambientalista.
In quello spot di convincente, al netto della musica, c'è solo il bel volto, arrostito dal sole e genuino, dell'operaio. E' a lui e a quelli come lui che andrebbe dedicato lo spot. E allora red-un'altra vita, vibrando all'ascolto di Morricone, gli dedica questo post.


Lo spot Enel 2010

Qui sotto le due versioni musicali, entrambe bellissime.


Dalla colonna sonora originale di "C'era una volta il west"

"Your love", versione cantata, per la voce di Dulce Pontes

A proposito di treni su red-un'altravita

mercoledì 23 giugno 2010

B.B.B. - War again


"War again" (2010) Balkan Beat Box

Un mix esplosivo di punk, ska, klezmer, musica rom realizzato da tre musicisti israeliani cresciuti a New York. Un meticciato musicale che non conosce muri e frontiere.

"Hermetico" (2007) Live Balkan Beat Box

lunedì 21 giugno 2010

Music of the spheres

Nel post I confini della musica red-un'altra vita aveva trattato il caso di Grooveshark, ottimo sito per ascoltare musica in streaming, liberamente e ovunque, ma non in Italia. Dopo alcuni mesi, ora Grooveshark è tornato disponibile anche da noi.




(2008) Mike Oldfield

giovedì 17 giugno 2010

L'assedio di Pomigliano



L’assedio di Pomigliano
Gli operai sardi si sono accampati nel carcere spento dell’isola Asinara. I fuochi dell’ultima rivolta furono seguiti da un ultimo falò: a celle vuote le guardie rastrellarono i libri dei prigionieri e li bruciarono. Gli operai sardi si sono arroccati sulle ceneri fredde di un’isola deserta. Dalle parti di Pomigliano niente isola di scorta, da farci i baraccati. Da quelle parti non si chiudono nè svuotano carceri, anzi si stivano alla maniera delle sardine all’olio. In queste ore gli operai della Fiat di Pomigliano sbattono la testa contro muri che si stringono addosso. Le condizioni del proprietario dell’assedio sono di resa senza condizioni. Esigono la deposizione delle armi, l’uscita a mani in alto, la trasformazione del posto di lavoro in uno di prigionia. E’ la sconfitta e va guardata in faccia. Perchè va accettata. Perchè succede alla storia di regredire invece di avanzare e ai diritti conquistati di essere perduti. E’ stagione di ammutolimento generale nel recinto della società. E’ stagione di riduzione del lavoro umano a ingranaggio del profitto privato, esposto al suo libero arbitrio. Come fu negli anni della restaurazione della tirannia in fabbrica dopo la lotta di liberazione, così oggi la vita operaia è variabile dipendente da orari, turni, tempi e soprusi della proprietà aziendale. Cedere: questo è l’ordine del giorno. Con il pensiero intatto, almeno quello, che siano passi indietro come quelli di chi prende rincorsa per vincere.
Erri De Luca, il manifesto 17 giugno 2010



Tre fotogrammi da "Metropolis" (1927) Fritz Lang

sabato 12 giugno 2010

Senza testa e cento teste





Cento tute “senza testa” per ricordare chi muore sul lavoro.
La provocazione del fotografo Gianfranco Angelo Benvenuto a Udine il 1°maggio 2010

"L'homme 100 têtes" Jul & Mat

Cento teste, in una sorta di vorticoso identikit.

domenica 6 giugno 2010

Invasioni di campo


Invasioni di campo vere, pubblicitarie, metaforiche... mentre iniziano i campionati mondiali di calcio.





"La leva calcistica della classe '68" Francesco De Gregori - live 1988

lunedì 31 maggio 2010

Migranti, grazie.


XX secolo: emigranti italiani


XXI secolo: immigrati verso l'Italia

Il webdocumentario Una giornata italiana
racconta perchè senza gli immigrati saremmo perduti.




Il giornalista Riccardo Staglianò è autore del libro "Grazie. Ecco perchè senza gli immigrati saremmo perduti" Ed. Chiarelettere. Alcune pagine si possono sfogliare qui sotto.



Nina ci vogliono scarpe buone
pane e fortuna e così sia
ma soprattutto ci vuole coraggio
a trascinare le nostre suole
da una terra che ci odia
ad un'altra che non ci vuole.

"Pane e coraggio" (2003) Ivano Fossati

mercoledì 26 maggio 2010

Voracità e disuguaglianze

Questo post ed il precedente sono uniti da una parola: "disuguaglianza".


Ogni anno il "Rapporto sui diritti globali" è uno sguardo aggiornato sul mondo e sull'Italia. Un'opera "eversiva" l'ha chiamata qualcuno, perchè con 5oo pagine di analisi e cifre documenta la realtà. Appena uscito in libreria, le agenzie stampa lo hanno così presentato.

Le famiglie sono più povere e indebitate. Mentre la crisi colpisce strati popolari e ceti medi, i manager continuano a intascare bonus milionari.
In Italia 13,6 milioni di lavoratori guadagnano meno di 1.300 euro netti al mese, e, fra questi, 6,9 milioni (di cui il 60% donne) possono contare su meno di 1.000 euro. Nè va meglio per i pensionati: ben 7,5 milioni guadagnano infatti meno di 1.000 euro al mese. Insomma, lavorare, nel nostro Paese, sembra non essere una protezione dal rischio di impoverimento. E’ quanto emerge dal Rapporto sui Diritti Globali 2010 dell’Associazione Società Informazione e promosso da Cgil, Arci, Action Aid, Antigone, Cnca, Fondazione Basso, Forum Ambientalista, Gruppo Abele, Legambiente.
In sei anni, si legge nel testo, tra il 2002 e il 2008, il reddito netto familiare ha perso ogni anno 1.599 euro tra gli operai, 1.681 euro tra gli impiegati. Nel 2009, il 10% degli occupati è sotto la soglia della povertà relativa (un dato peggiore della media dell’Unione Europea, che è dell’8%). Una povertà che si è allargata nel corso di questi anni: nel 2007 la percentuale dei lavoratori sotto la soglia della povertà relativa era, infatti, dell’8,6% e dunque, in due anni, c’è stato un incremento dell’1,4%.
Le famiglie che nel 2009 percepiscono esclusivamente redditi da lavoro sono più povere che non nel 2008 (dall’8,7 al 9,7% del totale delle famiglie povere), dato che sale al 14,5% (era il 13,9% l’anno prima) se si tratta di operai, mentre per i lavoratori in proprio si passa dal 7,9% all’11,2%, ben +3,3%. Agenzia Adnkronos

Stipendi milionari per i manager.
Secondo il coordinatore del Rapporto, Sergio Segio, "mentre la crisi brucia utili e ricchezza, impoverendo il convento, i frati sono sempre piu' pasciuti", "i manager hanno portato a casa stipendi e bonus milionari". Nell'elenco dei piu' pagati, Segio mette i manager Pirelli: 'per primo Carlo Puri Negri (ex vicepresidente esecutivo di Pirelli Re) con 14 milioni di euro, nonostante la societa' abbia chiuso l'anno con un passivo di 104 milioni; poi vengono Claudio De Conto (ex direttore generale di Pirelli) con 7,3 milioni e Marco Tronchetti Provera (presidente di Pirelli) con 5,6 milioni". Segio cita anche i top manager Fiat, nell'anno delle ristrutturazioni e degli annunci di lacrime e sangue: l'ad Sergio Marchionne, ha percepito 4 milioni e 782 mila euro, poco meno dell'ex presidente della Fiat Luca Cordero di Montezemolo che ha incassato, sempre nel 2009, cinque milioni e 177 mila euro". Agenzia Ansa



L'introduzione al rapporto 2010 e il sito Diritti globali

In questi stessi giorni, il socialogo Luciano Gallino ha scritto su "Repubblica" un articolo anch'esso "eretico" agli occhi di certuni, descrivendo limpidamente le origini della crisi economico-finanziaria e concludendo amaramente sulle "riforme" messe in atto dai governi.



"A fine 2007 il Pil del mondo era stimato in 54 trilioni di dollari; per contro gli attivi finanziari globali ammontavano a più di 240 trilioni, cioè più di quattro volte tanto. Ciò significa che il mondo arriva a produrre, in media, appena 150 miliardi di dollari al giorno, mentre il sistema finanzario può mobilitare ogni giorno parecchi trilioni di dollari per influire sui beni ed i servizi che esso produce, sul modo in cui sono distribuiti, sul loro prezzo. Nessuna economia - nemmeno quella Ue, la più grande del mondo - può reggere a lungo una situazione del genere...

... le riforme “lacrime e sangue” che sono state imposte alla Grecia e presto ad altri stati - dove riforme vuol dire tagli a pensioni, salari, servizi sociali, sanità, scuola - hanno tutta l´aria di provviste che gli abitanti della fortezza sull´orlo dell´inedia lanciano ai pasciuti assedianti, illudendosi che si convincano a levare l´assedio."

L'articolo
completo "Riformiamo la finanza per salvare l'economia".

sabato 22 maggio 2010

Effetto domino e i poveri cristi

"This too shall pass" (2010) Ok Go

Strabiliante effetto domino, ispirato alla macchina di Rube Goldberg. Questo video in poche settimane è stato visto da milioni di individui.

I ripetuti crash, nella seconda parte del video, fanno pensare a quanto accade oggi: la crisi finanziaria sta producendo a catena i suoi rovinosi effetti. Alla fine, incolpevoli persone - le più deboli - perdono il lavoro, vedono tagliate le risorse per i servizi sociali, subiscono la distruzione di legami umani. Esse pagano, due volte e ingiustamente, i guasti creati da speculatori che proseguono ad arricchirsi, coperti dalle classi dirigenti degli Stati che non si decidono a cambiare registro nemmeno sull'orlo del baratro.


"Alors on danse" (2009) Stramae, video 2010

Un brano dance-rap, tormentone in testa alle classifiche, cantato in francese dal belga Stramae con uno stile stanco, depresso per quello che gli viene detto dalla gente e per i problemi di tutti i giorni (lavoro, relazioni sociali e rapporti sentimentali, pasticche di ecstasy). Stramae nella canzone trova un pò di consolazione - "allora cantiamo, allora balliamo" - ma è solo una parentesi.

lunedì 17 maggio 2010

18 maggio, Menina estas à janela


foto di vida de vidro da flickr - clicca sulla foto per ingrandirla

La bellissima "Menina estas à janela" vale un'eccezione: a distanza di un anno viene riproposta in più versioni e dedicata (anche) a chi visita red-un'altra vita.
L'occasione è il 18 maggio.




Sopra, nel widget, la versione di Daniele Sepe per la voce di Auli Kokko.
Sotto, la versione originale del cantautore portoghese Vitorino, e quella rockeggiante degli Uhf, band lusitana.


Interpretata dal suo autore Vitorino (l'audio è un pò basso)


Versione rock del gruppo UHF


foto di jaime.silva da flickr - clicca sulla foto per ingrandirla