martedì 22 settembre 2009

Facce

La propria faccia per dirlo, per esserci, per denunciare, per solidarizzare, per trasmettere un’angoscia, una speranza, per sollecitare coerenza. Quasi sempre è un gesto amaro, raramente è gioioso. La propria faccia è una testimonianza, un sussulto nel buio dell'isolamento e dell'assuefazione.
La notte ha avvolto le grandi narrazioni intessute di legami sociali e di organizzazioni nate per ospitare e dare voce corale ad un universo di umanità. E allora si ricorre a gesti estremi per difendere, ad esempio, il posto di lavoro (con lo sciopero della fame, salendo su un tetto, spogliandosi) oppure si sbatte il proprio volto da qualche parte, in vista, per rompere il silenzio. Ma con le facce, resistenze individuali, ci vuole anche chi rappresenta drammi e passioni civili e li unisce, così da avere forza e futuro.


Novembre 2008, a Milano un gruppo spontaneo di giovani affigge manifesti "Siamo tutti Saviano". Sotto ogni viso il nome di battesimo di ciascuno, seguito dal cognome dello scrittore anticamorra.





Novembre 2008, a Bologna il lastricato di Piazza Maggiore è tappezzato da
1865 foto da calpestare. Sono i volti dei ricercatori universitari che protestano contro la Ministra Gelmini. Si sono fatti calpestare per denunciare che in Italia anche la ricerca è calpestata.




Settembre 2009, a Roma i lavoratori della multinazionale delle telecomunicazioni Nortel Italia lottano contro i licenziamenti. Montano una tenda sul punto più alto della sede, iniziano lo sciopero della fame e sulla facciata dell'edificio appendono gigantografie con il volto dei loro figli insieme allo striscione "Licenziano il nostro futuro".





Settembre 2009, il quotidiano Repubblica sollecita i lettori a proclamarsi "farabutti" con una loro foto, per replicare alle accuse del Presidente del Consiglio che ha definito farabutti i giornalisti che lo criticano.

2 commenti:

MAURIZIO CIPIRI ha detto...

NN SONO GIORNALISTA , MI RITENGO UN FARABUTTO , CERTO KE DETTO DA LUI ,,, HAHAHAHA FA SOLO RIDERE

Unknown ha detto...

Siamo tutti farabutti...ma non delinquenti!

Farabutto è diventata ora una parola rivoluzionaria